Deluso. Probabilmente sorpreso (…) piĂą che arrabbiato. Prima il sogno Greenwood, cullato per un mese e sfumato sulle rive del Bosforo, ora la beffa targata Celik. Senza dimenticare il tira e molla per Summerville e Moreira che attende il via libera dello Strasburgo. Immaginarsi una partenza diversa, dopo la notte magica di Verona che ha riportato la Roma in Champions dopo 7 anni, era probabilmente l’auspicio non solo di Gasperini ma di tutto il club. E chissĂ se il tecnico oggi alle 14 vorrĂ rimarcarlo oppure proverĂ a rassicurare una piazza che ha in lui il punto di riferimento indiscusso e guarda inevitabilmente con un pizzico di preoccupazione ad un mercato ancora fermo al palo.
Gasp, non piĂą tardi di una settimana fa, aveva rimarcato come «il mercato è fatto di velocitĂ e risposte immediate» e si augurava che la presenza della proprietĂ potesse regalare l’accelerazione tanto attesa (…). Per ora non è così. Anche perchĂ© era stato proprio Gian Piero a chiedere in modo reiterato (…) alla societĂ i rinnovi di Dybala, Celik e Pellegrini. Paulo ha detto sì il giorno del raduno, rallentando anche la pubblicazione della lista dei convocati; il turco – (…) – quando sembrava aver accettato le condizioni proposte dalla societĂ giallorossa ha girato le spalle ed è volato a Torino (…); Lorenzo nonostante un paio di offerte piĂą remunerative (…) – continua a trattare perchĂ© è rimasto ancora uno dei pochi in giro, per il quale giocare nella Roma rappresenta ancora un valore.
Summerville, ad esempio, dopo la telenovela Greenwood, rischia di diventare l’ennesima conferma. Gasperini aveva indicato l’olandese gia a gennaio. Non essendo possibile l’operazione aveva rifatto il nome dell’esterno a maggio, quando il West Ham era retroces-so. La spada di Damocle del Settle-ment Agreement (…) ha consigliato il club di attendere. Nel frattempo i costi sono lievitati, c’è stato di mezzo il Mondiale dove il calciatore è stato uno dei pochi dell’Olanda a mettersi in mostra.
Fatto sta che ora siamo al punto che il ragazzo continua a chiedere un ingaggio fuori dai parametri giallorossi (…) e la clausola che doveva giocare a favore della Roma non è di 45 milioni di euro ma di sterline, bene o male circa 53 milioni da versare tra l’altro in un’unica tranche. D’Amico – (…) – è uno abituato a lavorare con tempistiche diverse. Basti ricordare quanto accaduto all’Atalanta quando s’infortunò Scamacca: due giorni dopo a Bergamo venne presentato Retegui. Tutto in 48 ore.
FONTE: Il Messaggero











