Verrebbe da dire: piove sul bagnato. Perché la Roma era già corta di per sé, ancora di più dopo i recenti infortuni di Koné, Dybala e Cristante (che però domani ci sarà). E perché aveva da poco ritrovato il suo uomo in più, Lorenzo Pellegrini, che stava tornando ai suoi livelli (il primo tempo contro lo Slovan Bratislava era stato da applausi) e che avrebbe risolto mille problemi a Gian Piero Gasperini, non fosse altro perché avrebbe potuto giocare sia sulla trequarti sia sulla mediana. Ed invece ieri è arrivata la mazzata, con l’esito degli esami strumentali a cui si è sottoposto il giocatore: «Lesione di alto grado in corrispondenza della giunzione muscolo-tendinea distale del muscolo semi-tendinoso della coscia destra». L’allenatore giallorosso deve fare a meno anche di Koné e Dybala, oltre a Svilar in porta.
Stesso discorso a centrocampo, se dovesse appunto scegliere di mandare dentro dal via Pisilli, De Roon e Cristante (che ieri si è allenato regolarmente, anche se con una vistosa fasciatura al ginocchio sinistro). In quest’ultima circostanza, uno tra Pisilli e Cristante verrebbe quindi alzato sulla trequarti. Nel caso venisse scelto Pisilli andrebbe a giostra-sul centrosinistra, con il sistema 2-1; nel caso in cui invece la scelta dovesse cadere su Cristante l’azzurro andrebbe al centro, con il sistema 1-2. E forse è proprio questa la soluzione più accreditata, anche perché già riproposta da Gasperini in altre circostanze.
Domani a Napoli, intanto, per fronteggiare l’emergenza generale Gasperini potrebbe decidere anche di mandare dentro tutti e tre i centrocampisti insieme. Tanto come la tiri la tiri, la coperta è comunque corta. Se Gasp dovesse decidere di giocare con i due trequartisti rimasti a disposizione (Mora e Soulé) non avrebbe altri cambi in quel ruolo. Anche nella scorsa stagione, ad esempio, quando a San Siro la Roma perse immeritatamente per 1-0 contro il Milan di Allegri. In quell’occasione Gasperini alzò Cristante, mandandolo a uomo su Modric per sterilizzare la principale fonte di gioco dei rossoneri e dare una mano con gli inserimenti da dietro ad un attacco senza prime punte (in quell’occasione davanti giocarono infatti Dybala e Soulé).
FONTE: La Gazzetta dello Sport











