Mentre vanno avanti i tavoli tecnici – Ferrovie, Soprintendenza – la procedura che dovrebbe portare al via libera definitivo al progetto della Roma di realizzare lo stadio a Pietralata (previsione: metà settembre) apre il capitolo degli espropri. Sono partite il 16 luglio le lettere a cinque persone fisiche con le quali si comunica l’avvio del procedimento di esproprio. Stando al piano espropri depositato dalla Roma fra i documenti del progetto definitivo, queste cinque persone andranno a prendere una somma totale di 976mila 644 euro, ovviamente non in parti uguali come indennità per l’esproprio di 821 metri quadri totali.
Queste cinque persone hanno tempo 30 giorni per presentare eventuali osservazioni: semplificando, quel che possono fare è contestare i criteri di calcolo sulla base dei quali sono stati effettuati i conteggi delle indennità di esproprio. Le cifre individuate dalla Roma come compenso si basano sulle previsioni della legge sugli espropri (DPR 327/2001). Nello specifico, per determinare il valore di terreni e fabbricati «è stato ricercato il più probabile valore sul libero mercato e, successivamente, confrontato con i dati statistici indicati dai tradizionali istituiti di ricerca».
Sono 3.200 euro a metro quadro per gli immobili, in 1.800 euro a metro quadro per i box; mille euro a metro quadro per i magazzini e 320 euro per le aree urbane. Le obiezioni possono sostanzialmente essere due: sulla cifra ritenuta non corretta nella valutazione. Oppure sui metri quadri espropriati: la norma prevede che qualora l’area effettivamente necessaria superi la metà della particella catastale, questa vada espropriata per intero; e va evitata «la costituzione di particelle residue intercluse», cioè racchiuse da altre aree.
Trascorsi questo mese (il cui timing decorre dal 29 luglio), le eventuali osservazioni presentate dovranno essere valutate e soggette a una risposta. Nel frattempo, però, l’iter di approvazione del progetto dovrebbe giungere alla sua conclusione con il verbale finale della conferenza di servizi e del procedimento autorizzatorio unico. Quel verbale costituirà l’elemento per rendere esecutivo l’esproprio: in quel momento la Roma dovrà versare al Ministero dell’Economia le somme previste dal piano espropri.
Nel caso vi siano contestazioni sulle cifre che verranno decise in sede giudiziale, queste non interromperanno la procedura di sgombero: per ottenere preventivamente le aree necessarie all’esecuzione di lavori, verrà applicata la norma che «consente di eseguire l’occupazione temporanea per realizzare l’opera in attesa del perfezionamento dell’acquisizione». Di fatto, quindi, indipendentemente dalla cifra finale dell’indennità, con il via libera al progetto l’esproprio diverrà definitivo e le aree dovranno essere lasciate libere in tempo per l’avvio dei cantieri cioè, stando al cronoprogramma previsto, per marzo 2027.
FONTE: Il Messaggero











