Gli scudetti non si vincono alla quinta giornata e questa è l’ovvietà per cui Roma-Inter, lo scontro al vertice, prime alla pari, non sarà decisiva di nulla. Resteranno 33 giornate, un’enormità. Comunque vada, ne riparleremo. Roma-Inter ci aiuterà a capire se la squadra di Gian Piero Gasperini possiede sul serio le credenziali per prendersi il titolo e ci dirà quanta fame ha ancora l’Inter dopo il Doblete del 2026.
La sfida dell’Olimpico offre un risvolto statistico al limite della psicanalisi: tra Atalanta e Roma, Gian Piero Gasperini ha perso le ultime dieci partite contro l’Inter. Una maledizione, tanto più che Gasperini dall’Inter venne esonerato. Cinque mesi e mezzo fa, nell’ultimo incrocio, non è bastato neppure Donyell Malen. In aprile, a San Siro, l’olandese segnante rimase a secco, Inter-Roma 5-2, un risultato grosso, quasi smisurato. Malen però è cresciuto ancora, ha scavalcato, anzi “doppiato” Lautaro Martinez quanto a gol segnati in Serie A nell’anno solare 2026.
Arrivato a metà gennaio, Malen ha realizzato venti reti (14 più 6), mentre Lautaro si è fermato a dieci (8 più 2). Il paradosso è che, Malen o non Malen, la classifica del campionato in corso dice una cosa diversa: la Roma poggia sulla miglior difesa, appena un gol subito nelle prime quattro giornate; l’Inter vanta l’attacco più florido, 13 reti in 360 minuti. La Roma insegue la vittoria della consapevolezza, i tre punti le varrebbero la candidatura ufficiale allo scudetto 2027. L’entusiasmo è dalla parte dei gasperiniani, l’Olimpico sarà pieno e spingente come lo era 25 anni fa, ai tempi dell’ultimo trionfo. Malen nuovo Batistuta, Dybala a replicare Totti. Eresia, Totti non è duplicabile.
FONTE: La Gazzetta dello Sport – S. Vernazza











