Poteva essere la notte perfetta, anzi lo è stata per più di 80 minuti. Poi ne sono bastati sette di black out per veder festeggiare Mourinho all’Olimpico e far disperare i tifosi giallorossi. La Roma contro il Real Madrid sembrava vivere una di quelle serate storiche. Subito in vantaggio con un bolide di de Roon leggermente deviato da Konatè nonostante l’infortunio di Koné (oggi gli esami) e una squadra avversaria che fa tremare i polsi solo a leggere i nomi. Non sono tremati quelli della Roma che è andata vicina al 2-0 in tante altre occasioni trovando un super Cortouis. Al primo errore, il Real ha pareggiato i conti: palla ciccata da Hermoso e Mbappè bravo e fortunato a trovare la deviazione di Mancini. Nel secondo tempo la squadra di Gasperini ha ruggito nonostante lo stop di Dybala (un risentimento).
Al suo posto è entrato Mora e dopo 5′ il talento portoghese ha regalato un assist d’oro a Malen. L’Olimpico (in tribuna anche Totti) è una bolgia e al 57’ ecco il raddoppio di Malen. Stavolta a servirlo è Soulé. Altro boato, altro stupore. Che dura anche per un bel po’ visto che la Roma regge l’urto della reazione del Real sfiorando anche il 4-1 con Pellegrini. Poi, appunto, il black out. Mourinho, osannato dallo stadio prima e durante il match tra striscioni e una coreografia dedicata, la vince con i cambi: dentro Endrick ed Espì. E su calcio piazzato i due attaccanti più Rudiger ribaltano la partita tra l’83’ e il 90’. Una mazzata enorme per la Roma che non riesce a reagire e che rimane a un punto in un girone di Champions che ha visto perdere tutte le italiane. «Mourinho dice che eravamo stanchi? Se qualcuno non ne poteva più erano loro. Sono stati surclassati in tutto. Ci siamo piantati sul traguardo. Sui calci d’angolo siamo stati passivi», la parole di Gasp.
FONTE: Leggo – F. Balzani











