Qualche sprazzo di vero Soulé si era intravisto col Pisa con l’assist per Malen. Ma con tutto il rispetto per i toscani, il vero banco di prova per testare la sua condizione era quello di ieri sera. Con l’Atalanta il livello di difficoltà si è alzato e l’argentino ha risposto presente. La prima conclusione da fuori è stata deviata da De Roon in angolo mentre sulla seconda ci ha pensato Carnesecchi con un grande intervento a negargli la gioia del gol. dolori dovuti alla pubalgia si fanno sentire di meno. È stato lontano dal campo per quaranta giorni prima di ritornare la domenica di Pasqua nella disfatta contro l’Inter. E senza di lui la Roma ha sofferto e non poco. Nel momento clou della stagione Gasperini si è ritrovato senza un giocatore da sei gol e cinque assist. Il 31% delle reti in Serie A dei giallorossi sono arrivate dal suo sinistro. Non male. Soulé nella prima parte di stagione è stato decisivo quando l’apporto offensivo dei centravanti era inesistente. Poi ci ha pensato Malen a mettere le cose in ordine. La Roma nonostante il bomber olandese, pero, ha faticato e non poco. Anche perché mancava la qualità alle spalle.
Dybala è stato costretto a finire sotto i ferri mentre Matias ha saltato le partite con Cremonese, Juventus, Genoa, Como e Lecce. Sette punti conquistati su quindici disponibili che hanno fatto scivolare i giallorossi in classifica. In mezzo anche la cocente eliminazione contro il Bologna in Europa League. Ora Gasperini si affida a lui per la rincorsa Champions. Non sarà facile, ma oltre a lui dai prossimi giorni inizierà pian piano a recuperare i pezzi. Domani è atteso il ritorno in gruppo di Dybala che punta alla convocazione contro il Bologna. Poi tornerà Wesley che il tecnico avrebbe voluto prima, ma non ha ricevuto l’ok dei medici. Tra fine aprile e inizio maggio si rivedrà anche Koné. Gruppo quasi al completo per il rush finale della stagione. Serviranno i gol e gli assist di Soulé per il quarto posto. Difficile se non impossibile raggiungere il Mondiale per lui. La pubalgia lo ha frenato, ma Scaloni non lo aveva preso in considerazione neanche prima. Ci riproverà tra quattro anni, ora conta il presente per provare a riportare la Roma nell’Europa che conta.
FONTE: Il Messaggero











