Roma resta il centro nevralgico degli interessi dei Friedkin. Il gruppo texano ha deciso di mettere in vendita l’Everton, l’altra società di proprietà insieme al Cannes, acquistata nel 2024. La notizia era nell’aria già alla fine del calciomercato estivo, quando i tifosi hanno criticato aspramente le manovre dirigenziali. Ieri è diventata ufficiale: «Stiamo esplorando nuove opzioni di investimento, tra cui la potenziale vendita di una partecipazione di controllo. È il momento giusto per considerare il prossimo capitolo per l’Everton. Valuteremo solo l’interesse di parti che crediamo fermamente saranno gli amministratori giusti per portare avanti il club e costruire sullo slancio che è stato stabilito», si legge nel comunicato.
Il rapporto tra i Friedkin e l’Everton, però, aveva avuto inizio mesi prima, quando la proprietà statunitense aveva concesso al sodalizio del Merseyside un finanziamento di circa 200 milioni di sterline, destinato principalmente a estinguere debiti pregressi e, per la parte restante, a sostenere anche il completamento del nuovo stadio. Quest’ultimo appare il fulcro dell’operazione: l’Hill Dickinson è entrato in funzione nel 2025, elevando il profilo patrimoniale e commerciale dei Toffees. Un impianto già in costruzione da anni (la prima pietra fu posata nel 2021), che il gruppo Friedkin ha contribuito a ultimare, ma senza pagarlo interamente. Il loro ingresso in Premier League ha quindi permesso di completare l’impianto e rimettere in ordine i conti della società. A dimostrarlo sono i risultati di bilancio della stagione 2024/25 pubblicati dalla lega inglese, dai quali emergono ricavi record di 196,7 milioni di sterline e perdite ridotte a 8,6 milioni.
C’è chi sostiene che, sin dall’inizio, sia stata solo un’operazione speculativa e non un investimento a lungo termine, tant’è che i tifosi inglesi e i proprietari non hanno mai instaurato un legame profondo. Non che ci sia con quelli romanisti. Nella Capitale, però, l’atteggiamento del gruppo è stato differente. Sul mercato i Friedkin hanno spesso provato a rinforzare la squadra e non si sono mai piegati a facili plusvalenze per risanare un bilancio in rosso. E poi c’è lo stadio di Pietralata: un progetto che i Friedkin hanno seguito da vicino sin dall’inizio e che adesso sta per vedere la luce, con la posa della prima pietra prevista nel 2027. Quello in Italia è un investimento diverso rispetto a quello dell’Oltremanica e anche più ingente, perché, da quando il gruppo è alla guida della Roma, ha investito più di un miliardo di euro.
FONTE: Il Messaggero











