Niccolò Pisilli arrivava alla stagione 2025/26 con aspettative elevate. Dopo l’esplosione avvenuta nell’annata precedente, il giovane centrocampista romano era chiamato a compiere il passaggio più difficile per ogni talento cresciuto nel vivaio: trasformarsi da promessa a giocatore affidabile all’interno di una squadra impegnata a competere ai massimi livelli. La sua stagione non è stata quella di una stella assoluta né quella di un titolare inamovibile. È stata invece l’annata della crescita silenziosa, della comprensione tattica e dell’adattamento a un contesto tecnico più esigente, elementi che potrebbero rivelarsi fondamentali per il suo futuro.
Un nuovo contesto tecnico L’arrivo di Gian Piero Gasperini ha modificato profondamente le dinamiche della squadra. Il sistema di gioco dell’allenatore richiede intensità, letture tattiche precise e una notevole disciplina senza palla. In questo scenario Pisilli ha dovuto affrontare una fase di apprendimento più complessa rispetto alla stagione precedente, nella quale aveva potuto esprimersi con maggiore spontaneità.
Per diversi mesi il centrocampista non ha trovato continuità da titolare, alternando presenze dal primo minuto a ingressi dalla panchina. L’aspetto interessante è che questa situazione non ha rallentato la sua crescita mentale. Lo stesso Pisilli ha sottolineato come i periodi con meno minuti siano stati utilizzati per migliorare e assimilare le richieste dell’allenatore.
I numeri della stagione In Serie A Pisilli ha chiuso l’annata con circa 25 presenze, 2 gol e 4 assist, accumulando oltre 1.200 minuti in campo. Le statistiche mostrano un contributo offensivo in crescita rispetto al semplice ruolo di mezzala di equilibrio. Tra i dati più interessanti emergono:
- 34 presenze totali (25 in campionato, 8 in Europa League e 1 in Coppa Italia)
- 1871′ minuti giocati in totale (1285′ in campionato, 529′ in Europa League e 57′ in Coppa Italia)
- 2 reti in campionato 2 anche in Europa League).
- 4 assist.
- Percentuale di passaggi completati superiore all’85%.
- Coinvolgimento diretto in 6 gol.
- Buoni indicatori di expected assists, superiori alla media dei centrocampisti della categoria.
Sono numeri che non fanno ancora di lui un leader statistico della Roma, ma che testimoniano una progressiva capacità di incidere nelle due fasi.
Una crescita oltre i gol Ridurre la stagione di Pisilli ai soli numeri sarebbe però limitante. La vera evoluzione del centrocampista romano si è vista nella gestione del pallone e nella comprensione degli spazi. Rispetto agli esordi, oggi appare più maturo nelle scelte, più attento alle coperture preventive e più efficace nelle transizioni. ,Le sue qualità migliori restano:
- l’inserimento senza palla;
- la capacità di occupare diverse zone del centrocampo;
- l’intensità nel pressing;
- la personalità nel giocare sotto pressione.
A differenza di molti giovani centrocampisti offensivi, Pisilli possiede anche una buona predisposizione al lavoro difensivo, caratteristica che lo rende particolarmente compatibile con il calcio richiesto dagli allenatori moderni.
Il rapporto con il minutaggio Uno dei temi più discussi dell’anno è stato proprio il suo utilizzo. Parte della tifoseria giallorossa avrebbe voluto vederlo più spesso in campo, soprattutto nei momenti in cui la squadra faticava a trovare energia e imprevedibilità. Alcuni osservatori hanno evidenziato come le sue prestazioni con l’Under 21 italiana fossero spesso superiori a quelle offerte con il club, alimentando il dibattito sul suo spazio nella Roma. Tuttavia, la gestione prudente può essere interpretata anche come una fase naturale del suo sviluppo. Gasperini ha spesso costruito la crescita dei giovani attraverso percorsi graduali, privilegiando l’apprendimento tattico rispetto all’immediata esposizione.
I momenti simbolo della stagione Tra gli episodi più significativi va ricordata la sua prima doppietta europea con la Roma, realizzata in Europa League contro lo Stoccarda nel gennaio 2026. Un segnale importante della sua capacità di incidere anche nelle competizioni internazionali. In campionato, invece, i suoi gol e assist sono arrivati soprattutto nei momenti in cui la squadra aveva bisogno di energie fresche e dinamismo, confermando la sua attitudine a entrare rapidamente nel ritmo della partita.
Il significato della sua annata La stagione 2025/26 potrebbe non essere ricordata come l’anno dell’esplosione definitiva di Pisilli. Potrebbe però essere ricordata come l’anno in cui è diventato un vero professionista. Molti giovani brillano all’improvviso; pochi riescono a consolidarsi. Pisilli sembra appartenere alla seconda categoria. La sua crescita è stata meno appariscente ma probabilmente più solida. A 21 anni possiede già:
- esperienza in Serie A;
- esperienza europea;
- continuità nelle convocazioni;
- fiducia della società, che lo ha blindato con un contratto di lungo periodo fino al 2029
Prospettive future Guardando al futuro, Pisilli rappresenta uno dei patrimoni tecnici più importanti della Roma. La sensazione è che il club lo consideri un elemento centrale del progetto a medio termine e non semplicemente un giovane da valorizzare economicamente. Se riuscirà ad aumentare ulteriormente il peso offensivo — portandosi stabilmente tra i 6 e gli 8 gol stagionali — potrà diventare uno dei centrocampisti italiani più completi della sua generazione. La stagione 2025/26, dunque, non è stata quella della consacrazione definitiva. È stata qualcosa di diverso: l’annata in cui Niccolò Pisilli ha imparato a convivere con le responsabilità del calcio di alto livello, ponendo le basi per diventare uno dei volti della Roma del futuro.
FONTE: Redazione Tuttoasroma – Roberto Molinari











