Paulo Dybala migliora come il vino. È a Roma da quattro anni e sabato, contro l’Atalanta, ha registrato un nuovo record. Da quando veste giallorosso, l’argentino non aveva mai giocato tanto (253 minuti) nelle prime tre partite di campionato, neanche nella sua prima stagione alla Roma, quando si fermò a 237. È stata la mano di Gian Piero Gasperini, che ha sbloccato una nuova versione del giocatore. Inesauribile. Al termine della passata stagione, Gasperini aveva più volte lasciato intendere che la gestione dell’infortunio al ginocchio di Paulo (…) era stata condotta nel modo sbagliato. Ma la svolta non è solo fisica.
Il tecnico ha lavorato anche sul piano mentale, cambiando la narrazione che ha sempre accompagnato l’esperienza di Dybala a Roma. «Altro che muscoli di seta. Paulo è una bestia e può giocare tutte le partite, anche i supplementari». Nessuno degli allenatori che lo hanno preceduto si era mai espresso in questo modo sul giocatore. Lo scorso anno, nella conferenza stampa alla vigilia della sua prima partita da tecnico giallorosso, Gasperini spiegò: «Esiste la Roma, a prescindere dai singoli. Per me Dybala è un valore aggiunto». Nelle prime tre gare della Serie A 2025/26, infatti, Paulo giocò 106 minuti. Nelle gerarchie, l’argentino partiva dietro al suo connazionale Soulé. Poi, complice la pubalgia di Matias, Dybala si è ritagliato il ruolo di uomo immagine del nuovo corso di Gasperini. Che ha anche trovato la ricetta giusta per far convivere il talento dei due argentini: sabato è stato Dybala a fornire l’assist a Soulé per il gol della rimonta. Il segno definitivo della rinascita.
FONTE: La Repubblica











