Hai voglia a raccontarsi che i giocatori sono tutti uguali, che se esce uno ed entra l’altro il livello della prestazione si abbassa poco. Non è così ma vanno capiti pure gli allenatori, che queste storie un po’ sono costretti a raccontarle. Perché ieri contro l’Inter c’è stata una Roma con Koné e una senza Koné, È vero, l’Inter aveva già segnato l’1-2 e l’inerzia del match era cambiata. Ma è proprio in quel frangente che il francese sarebbe servito. La sostituzione di Gasperini è un motivo di discussione: «E stata una scelta mia, non ha chiesto il cambio — ha detto l’allenatore —. Era calato, non ha la tenuta peri 90 minuti».
Epperò da lì in avanti la Roma ha consegnato il reparto all’Inter, perdendo sempre più campo. Il Koné del primo tempo è una specie di centrocampista dei sogni: straripante dal punto di vista fisico, il francese aveva fatto pace con la porta avversaria. Più che pace, l’aveva proprio sposata. Ma la sua presenza in area di rigore è una qualità che sta aggiungendo in questa stagione, una precisa richiesta di Gasperini, Si capisce una volta di più perché il Chelsea era arrivato a pensare di spendere 55 milioni. Immaginare una squadra più forte senza di lui, oggi è esercizio complicato.
FONTE: Il Corriere della Sera











