Dobbiamo necessariamente allargare la rosa». Gasperini guarda al Genoa, ma il messaggio ai Friedkin passa dal mercato. Perché la Roma che questa sera torna all’Olimpico, tre giorni dopo la ferita lasciata dal Real Madrid, si ritrova con la panchina corta proprio quando il calendario comincia a correre. «La squadra, nel nostro caso, deve essere composta da almeno venti giocatori», insiste il tecnico. E non è soltanto una questione di qualità: chi gioca le coppe non può più permettersi «una rosa numericamente uguale a quella di cinque o sei anni fa». Il conto da portare a Houston è semplice: tre partite in sette giorni, quattro in dieci. «O ci adeguiamo, oppure subiamo». (…).
Intanto deve liberare la testa dei suoi dalla notte di Champions: «L’altra sera il contraccolpo psicologico c’è stato». Ma respinge l’idea di un limite strutturale nei grandi appuntamenti. Per lui pesano gli episodi, i cambi, il valore degli avversari. Non vuole che una sconfitta cancelli quanto di buono mostrato contro Inter, Como e Madrid. Il punto, adesso, è capire quanto questa Roma possa fidarsi anche di chi finora ha occupato i margini della scena. «Le competizioni si giocano con la rosa, si giocano con la squadra», ricorda Gasperini. (…). «Abbiamo bisogno di giocatori che si sentano forti quando vengono impiegati», avverte il tecnico.
Le scelte sono in gran parte obbligate. Gollini sarà ancora il portiere, protetto da Mancini, Ndicka e probabilmente Balerdi, favorito su Hermoso. Sulle fasce spazio a Lulli e Wesley, con Molina inizialmente in panchina. In mezzo de Roon e Pisilli: Pellegrini, reduce da un lungo stop, può essere la prima alternativa, anche in una posizione più arretrata. Davanti, l’assenza di Malen apre la strada alla prima da titolare di Castro, con Soulé e Mora a sostegno. Per l’attaccante argentino è «una buona opportunità», dice Gasp, che chiede ai più giovani di non sentirsi riserve di passaggio. (…). Nel frattempo bisogna giocare e vincere con chi c’è. «Domani abbiamo bisogno di forza, di convinzione, di energia», scandisce Gasperini. Un esame che comincia dalla formazione e arriva fino all’ultimo cambio disponibile.
FONTE: La Repubblica – M. Juric











