La commozione di Gasperini (nel ricordare il feeling con Antonio Percassi) che sbatte prima le mani sul tavolo per poi alzarsi di scatto e dare un calcio alla porta della sala stampa, rea di non aprirsi, è la fotografia della Roma attuale. Il caos calmo che vige a Trigoria è infatti soltanto di facciata. Anche quando il tecnico si regala una conferenza stampa impeccabile, basta un nulla per far saltare il banco. Perché prima dell’epilogo che lascia interdetta la platea presente, Gian Piero non aveva sbagliato un colpo. Inizialmente rispondendo diplomaticamente a Ranieri. In un secondo momento spiegando il suo manifesto calcistico. E infine regalando, sollecitato dalle inevitabili domande sul suo trascorso a Bergamo, un parallelo con l’Atalanta che, alle orecchie più navigate o forse semplicemente più maligne, è sembrato ricalcare il vecchio adagio del voler parlare a suocera perché nuora intenda.
Ma le parole che dice prima sono fondamentali. Perché Gasp rimarca indirettamente quello che gli sta mancando a Roma. Anche a Bergamo aveva avuto problemi con lo staff medico, con il ds di turno e con alcuni calciatori (…) ma poi bastava l’intervento di Percassi senior e tutto tornava a suo posto. Cosa che a Trigoria non accade perché a mancare è soprattutto la presenza della proprietà in loco. I Friedkin, con un modus operandi tipicamente statunitense che li ha portati ad incredibili successi imprenditoriali e a diventare tra gli uomini più ricchi del pianeta, hanno sempre deciso di delegare a persone di loro fiducia le attività della famiglia. Il problema è che una squadra di calcio è qualcosa di diverso e unico rispetto agli altri investimenti del gruppo. E non basta affidarsi alla Souloukou di turno, a Ranieri o al fidato amico di una vita per gestire dall’altre parte dell’oceano una società come la Roma che oltre ad essere una squadra di calcio, è anche molto altro.
Claudio, tra l’altro, nel pre gara con il Pisa ha probabilmente esagerato nei toni, ma immaginare che una persona così scaltra, uno che potrebbe parlare mezz’ora senza rispondere ad una domanda diretta, non abbia espresso a grandi linee il pensiero della proprietà, è fare un torto alla sua intelligenza o quantomeno non conoscerlo. Proprietà che, continuando volutamente a prendere tempo, oggi guarda preoccupata alla gara contro l’Atalanta – (…) – come ad un crocevia fondamentale per non veder svanire il sogno Champions in anticipo.
FONTE: Il Messaggero











