Arrivato a Roma, tra un rifiuto di Raspadori e uno Zirkzee in stile Godot, Donyell Malen scelse di indossare il 14 sulle spalle. Fermi tutti: un olandese con il 14 e allora viene spontaneo pensare a Johan Cruijff, l’uomo che ha cambiato il calcio. Ecco, appunto: Malen ha cambiato la Roma. È cronaca, non ci sono esagerazioni: 22 partite, tutte rigorosamente da titolare, e 20 gol segnati, una rete ogni 86 minuti passati in campo. Ok, manca lo step successivo. Perché i gol di Malen fin qui non hanno mai coinciso con una vittoria in un big match.
È il motivo in più della sfida di oggi all’Inter, che per la Roma tutta vale come un esame di maturità, per capire se la squadra può davvero decollare ad altezza scudetto. La chiamano la «Dybalen», un feeling spontaneo tra Dybala e l’olandese: «Sembrano fatti apposta per incastrarsi», ha detto di loro Gasperini. L’argentino vive un momento di forma psicofisica straordinario: non era così neppure negli ultimi anni con la Juventus.
Da loro due parte sempre Gasp per comporre la sua formazione. Per le altre maglie, la Roma di quest’anno ha maggiore concorrenza. E stasera il tecnico potrebbe cambiare qualcosa: in difesa Balerdi può scalzare Hermoso dai titolari, nel tridente offensivo si può affacciare Pisilli al posto di Soulé, in fascia il giovane Lulli è chiamato a sfidare Dimarco.
FONTE: Il Corriere della Sera











