L’inversione di rotta è certificata. Mora è ormai il principale obiettivo per rafforzare l’attacco in questo rush finale di mercato. Qualcosa è cambiato nelle strategie della Roma. E la famosa riunione di Helsol c’entra qualcosa. Da quel giovedì in terra gallese, è stato ribadito quello che doveva essere chiaro dall’inizio del mercato: ok a sacrifici sui cartellini, meno sugli ingaggi. L’input è quello di calciatori che non devono superare il costo annuo di 10 milioni tra ammortamento, stipendio e annessi vari.
Ora, spazio a giocatori diversi, di prospettiva e gran talento che hanno alimentato nelle ultime ore l’idea che Gasperini possa anche cambiare in corsa il proprio credo tattico giallorosso. Sentendolo però parlare in Galles, l’impressione è che il tecnico voglia continuare almeno inizialmente con lo stesso spartito, provando ad adattare i calciatori ai ruoli.
Di certo non può non balzare agli occhi che nel mercato si è passati dalla ricerca per due mesi di un esterno (Greenwood, Summerville e Nusa) di piede destro che “calpesta la linea laterale” per dirla alla Gasp, a Mora che, qualora come sembra dovesse arrivare con la valutazione monstre di 50 milioni (per non impattare troppo sul bilancio 2026-27, il club ha proposto l’originale formula di 25 milioni più il 50% sull’eventuale futura rivendita, opzione che potrà essere annullata tra un anno tramite il versamento di altri 25 milioni: ultimo scoglio da superare il diritto di recompra chiesto dai lusitani), spazio lo dovrà trovare. E il portoghese è un trequartista puro che infatti nel 4-3-3 di Farioli ha fatto fatica: inizialmente schierato nel tridente, è stato poi provato mezzala senza fortuna. E forse la Roma in quel ruolo, anche considerando l’investimento che ha in mente di fare, avrebbe bisogno di qualcosa di più pronto.
Tra l’altro conoscendo la situazione della Roma, alla disperata ricerca di tipologie di calciatore ben precisi (esterni alti e bassi), c’è la fila di agenti che propongono i loro assistiti. L’ultimo della lista è Luis Henrique dell’Inter che a Milano ha giostrato perlopiù come vice Dumfries (visto il lungo infortunio dell’olandese) ma che ama giocare principalmente a sinistra. E un esterno basso a tutta fascia, ruolo nel quale la Roma sta trattando da settimane Cacciamani. Il Torino sta provando ad alimentare un’asta ma D’Amico oltre i 15 milioni, raggiungibili attraverso bonus, non vuole andare. A proposito: attenzione ad Udogie nel caso Ziolkowki o Ghilardi dovessero salutare.
FONTE: Il Messaggero











