Cantami, o Nusa, dell’ira rovinosa di Gasp. Il poema romanista – un’Odissea di mercato – potrebbe cominciare più o meno così, nel giorno in cui l’ennesimo obiettivo di mercato è sfumato e un altro già spunta all’orizzonte. È Antonio Nusa, norvegese con padre nigeriano, attaccante esplosivo e dal dribbling facile, il calciatore che potrebbe ricucire lo strappo generato dal voltafaccia di Summerville (e, con altre modalità, di Celik) e dal mancato arrivo di Greenwood.
In qualsiasi caso, per storia, valore e prospettive Nusa non può essere considerato una soluzione di ripiego: parliamo infatti di un’ala offensiva di 21 anni (10 gol e 11 assist in 71 partite) protagonista in Bundesliga con il Lipsia e ancora di più al Mondiale con i vichinghi trascinati da Haaland. Il club targato Red Bull è disponibile a trattare la sua cessione, ma non vorrebbe scendere sotto i 55 milioni, una cifra simile ai 53 che il West Ham chiedeva per liberare Summerville prima che l’Al-Hilal sparigliasse le carte (e la concorrenza) con la proposta da 80 comprensiva di bonus.
Quella tra lunedì e martedì è stata una notte di riflessioni per il calciatore. Crysencio è stato raggiunto dalle chiamate di D’Amico e Gasperini, i quali hanno provato a ricordargli che tutto l’oro d’Arabia (60 milioni di stipendio in 4 anni) non avrebbe mai potuto valere l’esperienza di giocare la Champions da titolare in un club che ambisce in un paio d’anni a lottare per lo scudetto.
Ma è stata la forza dirompente del denaro, e ovviamente non le prospettive progettuali, a spostare l’asticella: così la Roma ha perso un calciatore che gli aveva dato la parola accettando le condizioni economiche dell’ingaggio (3,7 milioni netti l’anno più bonus) e che per primo aveva fatto pressioni al West Ham affinché accettasse 47 milioni più 3 per il suo cartellino. La reazione della Roma è stata forte, al punto che i contatti con l’entourage di Nusa sono stati riallacciati già ieri.
Anche Schjelderup del Benfica, connazionale di Nusa, resta una strada percorribile, un po’ come quella (già battuta) che porta a Godts dell’Ajax. Gasperini ha chiesto due acquisti sulla trequarti e almeno altri quattro (un difensore, un esterno, un sostituto di Koné e un vice Malen) nelle altre zone del campo. “Siamo un diesel, ci mettiamo un po’a partire ma poi diventiamo un bel trattore”, era stata la fiducia del tecnico. Anche lui si è dato 48 ore per capire se il motore si è ingolfato oppure se, nonostante qualche intoppo, sta davvero cominciando a carburare.
FONTE: Il Corriere dello Sport











