Che noia, che barba, che noia. L’attesa di una scelta difficilmente sarà essa stessa una scelta. Insomma, i Friedkin sono al bivio ormai da dieci giorni ma tra call e silenzi, alla fine della fiera, la situazione è sempre la stessa. Certo, va detto che la grande maturità mediatica di Gasperini unita ai sacrosanti silenzi di Ranieri potrebbe aiutare a portare la barca, pur sempre malconcia, in porto. Ovvero alla fine della stagione. E poi? La scelta drastica dovrà arrivare per forza a meno che una delle due parti in causa non decida autonomamente una strada diversa. Tutto secondo il copione degli ultimi anni. L’esonero di Mourinho, quello di De Rossi seguito dalle dimissioni forzate di Lina Souloukou pochi giorni dopo fino all’addio lampo di Ghisolfi. Quella tra allenatore e senior advisor, con Massara sullo sfondo ma comunque legato alla figura e forse anche al destino di Sir Claudio, è solo l’ultima del le fratture interne che ormai in maniera preoccupante si ripetono a Trigoria. Gasperini vuole portare a termine la stagione, anche e soprattutto per rispetto dei calcatori e dei tifosi, ma per il futuro ha posto delle condizioni chiare. In testa l’addio di Ranieri, col quale dopo lo strappo pre Roma-Pisa non c’è più possibilità né volontà di dialogare, ma c’è anche molto altro.
Pianificazione e chiarezza di intenti sono alla base delle richieste dell’allenatore di Grugliasco, che già durante il mercato invernale aveva manifestato le sue preoccupazioni per il futuro. Non bastano quindi le varie manifestazioni di fiducia che gli sono pervenute in questi giorni dalla proprietà e dal suo uomo di fiducia, per Gasp servono i fatti. Nell’ultima riunione nella pancia dell’Olimpico non sono emersi temi riguardanti l’avvenire, ma un semplice confronto di breve durata dopo un match giocato. Dall’altra parte c’è un Ranieri silente. Il senior advisor era regolarmente allo stadio sabato sera e di passi indietro al momento non sembra avere intenzione di farne. L’uscita di dieci giorni fa, non concordato con la proprietà, ha segnato il punto di non ritorno di una frattura che il club deve sanare con una presa di posizione. Ogni giorno, in realtà, potrebbe essere quello giusto per una decisione anche se la linea della proprietà è stata sin dall’inizio quella di non dare scossoni prima del termine della stagione. Intanto i giorni passano e il nervosismo, inevitabilmente, non cala. Un futuro tutto ancora da disegnare e le solite fazioni che fanno discutere la città che si spacca alla ricerca della posizione più giusta. Intanto il tempo passa e la noia aumenta.
FONTE: Il Tempo – L. Pes











