Due partite per capire quanto può valere davvero questa Roma. Dopo il pareggio di Istanbul, Gian Piero Gasperini riporta subito la squadra dentro il campionato: oggi il Torino, sabato l’Inter, poi la sosta. È il primo passaggio delicato della stagione, quello in cui la Roma dovrà dimostrare di saper reggere il ritmo dopo un avvio perfetto in Serie A e di avere abbastanza risorse per affrontare una settimana con poco tempo per poter tirare il fiato. Il tecnico non vuole però sentir parlare di gerarchie, titolari e riserve: Dybala, Mora e Malen restano le armi principali per scardinare il Torino.
«Basta con questo discorso delle gerarchie – le parole di Gasp alla vigilia -. Non è corretto nei confronti di giocatori che stanno dando il massimo. Nelle squadre che fanno la Champions ci sono più titolari, senza dover promuovere o bocciare qualcun altro. Non c’è un modo unico di gestire i periodi con tante partite, si naviga un po’ a vista. In genere quando vedo un giocatore che sta bene va avanti. Ma non ci sono gerarchie o bocciature». Qualche modifica rispetto alla trasferta europea però è possibile: in difesa dovrebbe esserci Balerdi per Mancini, poi Pisilli per Koné e Mora al posto di Soulé.
Per Dybala invece vale una regola ormai chiara: «Se sta bene gioca sempre – ha detto Gasperini -. Contro il Toro ci vorrà una grande gara per vincere, l’importante è riuscire a sfruttare il momento favorevole di ognuno mettendo in campo sempre i migliori. Dovremo fare una grande prestazione, perché sarà una partita difficile. Serve una squadra al massimo, non ci sono giocatori esclusi, giocheremo in 16».
Il dubbio più concreto riguarda Malen, protagonista di un impatto devastante con cinque gol nelle prime tre giornate, ma rimasto a secco nelle ultime due contro Atalanta e Fenerbahce. Non è escluso che stavolta possa partire titolare Castro: «Quelli di Malen sono dati straordinari, al di fuori del normale. Qualcosa di speciale. Ora sono passate tante partite e sono significativi. Prendendolo sapevo che sarebbe stato importante per noi, ma qui siamo andati oltre».
La benedizione per Rodrigo Mora è notevole: «Ha bisogno di completarsi sotto l’aspetto fisico e tattico, è arrivato da poco ma quello che ha fatto vedere è il rendimento di un giovane di grande livello. Non credo che nel mondo ci sia un giovane in grado di essere protagonista più di lui in questo momento». Il pareggio con il Fenerbahce ha interrotto la striscia di vittorie, ma non ha cambiato la dire zione della squadra. Tutti convocati, non ci sono indisponibili, per la prima volta si rivedrà pure Pellegrini dopo il rinnovo del contratto arrivato in estate: «Sarà un campionato duro e abbiamo bisogno di tutti».
A Torino potrebbe trovare spazio anche De Roon, reduce dal turbolento addio all’Atalanta e dalle polemiche nate a Bergamo. Gasperini ha nuovamente difeso il centrocampista: «Marten è stato per tanti anni un giocatore che ha portato in alto il nome di Bergamo e dell’Atalanta, forse per questo è stato messo quello striscione («Hai scelto di passare nella nostra storia ma di non appartenerle. Addio bandierina», ndr). Non è una bandierina, è uno striscione a tutta curva per quella città. Non rientrava nei piani della società e che doveva fare? Non giocare più per altri club e fare la scarpa vecchia?».
FONTE: Tuttosport – F. Tringali











