C’è stato un momento in cui sembrava che la Roma avesse perso tutto. Non ultimo, il caso Ranieri: uno “strappo” bell’e buono da Gasperini che poteva far precipitare i giallorossi nel baratro. O io o lui: ha vinto “lui”, Gasp, e le parole dell’ex tecnico hanno avuto un effetto opposto. Da quel giorno la Roma è ripartita e adesso la Champions è a un passo. Ultima fermata prima del sogno: il Verona. Retrocesso e senza più niente da chiedere. Facilissimo? Uhm. Proprio quel Verona che, con la testa ormai libera, ha strappato alla Juve mezza Champions, imponendole un 1-1 a Torino, poi ha fatto lo stesso, senza conseguenze, con l’Inter. Rispetto a una Juve sconclusionata alla meta e a un’Inter in versione euforica, la Roma è in un’altra dimensione tecnica e mentale.
Lo spiega il modo in cui ha aggredito il derby, lo fa capire la grinta di Mancini che gioca ogni partita come fosse una finale, lo certificano i 14 gol di Malen che, senza scherzare con i santi, è quello che in miniatura ricorda di più Ronaldo il Fenomeno: con lui, quasi 2 gol a partita; senza, 1,20. Cinque successi e un pari nelle ultime sei partite. Diversamente dal Milan, la Roma non può contare sugli scontri diretti (è in svantaggio contro tutti) e anche nelle classifiche avulse è preceduta da Milan e Como. Deve fare da sé e ha tutto per riuscire. Mentre il Milan avrà necessità di fare un salto tattico e mentale, la Roma con un anno in più può diventare una credibile rivale dell’Inter.
FONTE: La Gazzetta dello Sport











