La rimonta della Roma è a metà: 1-1 contro l’Atalanta, con Hermoso che, prima dell’intervallo, risponde a Krstovic. Nella ripresa il palo, colpito di testa dal difensore spagnolo, a conferma che la squadra ha provato a ribaltare i valori tecnici in campo. Ma l’assenza di giocatori come Wesley, Koné, Pellegrini e Dybala ha pesato. Palladino ha avuto più opzioni pure in corsa. Il pari serve a raggiungere il Como, ma va a incidere sulla volata Champions. Stasera la Juve, impegnata a Torino contro il Bologna e a +2 in classifica, ha la possibilità di blindare il quarto posto, con l’allungo decisivo. L’Olimpico fischia i giocatori che – a fine partita – vanno a ringraziare la Sud. Gasperini guarda la scena. E dispiaciuto perché al suo gruppo non può proprio chiedere di più.
La gente, già prima dell’inizio del match, ha confermato di non aver gradito quanto successo negli ultimi giorni. E si è schierata. Solo accanto alla Roma, però. Critica la tifoseria giallorossa soprattutto con la proprietà. La Sud: “Adesso basta! La Roma prima di tutto… e di tutti!”. E insiste al momento dell’ingresso in campo delle squadre: “Qualsiasi sia il ruolo che uno occupa all’ombra di questo nome, siamo tutti obbligati a garantire romanismo, impegno e valore”. Sotto, con caratteri più grandi: “L’AS Roma è una cosa seria!”. La Nord aspetta a intervenire. Ma nello spicchio sotto la collina di Monte Mario è durissima: “Proprietà muta, dirigenza chiacchierona: chi pensa al bene della nostra Roma?”.
I protagonisti della settimana della discordia sono al loro posto. Gasperini – davanti alla panchina giallorossa – incassa l’applauso del pubblico alla lettura delle formazioni. Il consenso non manca nella notte più lunga. Ranieri è in tribuna, come sempre accanto a Massara. Viene inquadrato solo dalle telecamere a circuito chiuso, sui televisori in tribuna stampa. Mai sui tabelloni. Gasperini promuove la prova della Roma: “Buona, non sufficiente. Carnesecchi è stato molto bravo in più occasioni. Svilar una volta. Noi abbiamo cercato la vittoria più dell’Atalanta. Meglio il primo tempo, nel secondo è subentrata la fatica. Ma abbiamo cercato il risultato pieno fino all’ultimo”.
Evita di tornare sui contrasti con Ranieri: “Sono stato tirato dentro questa cosa. Da una settimana non si parla d’altro. Io preferisco non rispondere. Non mi sembra bello per la gente. Mancano cinque partite ancora per raggiungere i possibili traguardi. Il nostro destino dipende dagli altri”. Sul pubblico: “È stato straordinario come sempre. Ha fatto striscioni di grande maturità. Penso che i fischi siano per questa bruttissima settimana. Giustificatissimi. Chi va allo stadio non merita questo teatrino. Mi dispiace essere coinvolto ma posso solo cercare di creare meno danno possibile con il silenzio”.
FONTE: Il Corriere della Sera











