«Per Koné non è mai arrivata un’offerta ufficiale». Il ds della Roma, Tony D’Amico, parte da uno dei casi dell’ultimo giorno di mercato per raccontare la sua prima estate da direttore sportivo della Roma. Il Chelsea si è fatto avanti, ma soltanto con «un sondaggio e dei contatti». Nessun ultimatum di Gasp e nessuna trattativa arrivata al punto da mettere in discussione la permanenza del francese. D’Amico rivendica anche il ruolo centrale nelle scelte di mercato, «se non fossi responsabile, non sarei qui».
Il mercato, ammette, non ha però completato del tutto la rosa. «Un giocatore probabilmente manca». Era soprattutto l’esterno offensivo più fisico richiesto da Gasperini. Il riferimento è a Greenwood, Summerville e le tante ali trattate durante l’esta-te: «Avevamo individuato due o tre profili per noi giusti e non siamo riusciti a chiuderli per vari motivi». Leweling, racconta D’Amico, era stato praticamente definito con Stoccarda e calciatore, «poi il giocatore ha avuto un ripensamento».
Per Luiz Henrique, invece, «c’era l’accordo con giocatore e club», ma alcune «problematiche tecniche» hanno impedito di chiudere. Lo Zenit di proprietà Gazprom e le restrizioni Ue su molti soggetti russi hanno mandato in fumo la trattativa. «Gli svincolati? Verranno valutati più avanti», specifica poi il ds. Il bilancio definitivo solo a fine stagione. D’Amico considera però Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini i suoi «primi acquisti»: il nucleo storico confermato con ingaggi ridotti.
FONTE: La Repubblica











