I riflettori dell’Olimpico sulla Roma che sfida l’Atalanta. E ancora di più sui protagonisti degli ultimi otto giorni, Ranieri e Gasperini. L’interesse poi si sposterà — (…) — sulla squadra che, dimezzata e anche frastornata, continua la sua rincorsa al quarto posto, magari approfittando anche della sconfitta del Como col Sassuolo. Ma all’inizio la curiosità sarà tutta sul comportamento del pubblico quando lo speaker annuncerà le formazioni e farà il nome di Gian Piero e quando sui tabelloni dello stadio verrà inquadrato Claudio. La reazione della tifoseria è solo da scoprire, pesando il grande feeling avuto, pure nell’ultima stagione, con il tecnico ora dirigente, e l’autentica stima mostrata, già alla partenza della stagione, all’allenatore. Più di 60mila voci pronte a schierarsi, a dividersi o semplicemente a pronunciarsi. Cori, applausi, fischi. Pollici su o giù. (…).
Ranieri, come è accaduto spesso in gran parte della stagione, non si è visto a Trigoria negli ultimi giorni. Lunedì ha pranzato al centro sportivo prima di tornare a casa e dedicarsi da lì alla conference call di gruppo con i Friedkin, Gasperini e Massara, quella in cui la proprietà, ascoltando i toni del confronto e soprattutto i contenuti, ha dovuto prendere atto dello che non riusciranno a ricucire né ora né a fine stagione. Claudio dovrebbe essere come sempre in tribuna, anche se, con l’aria che tira, niente va dato per scontato. E chissà chi, a proposito di presenze, andrà a parlare nel pre-partita davanti alle telecamere. L’ultima volta, prima del match con il Pisa, il senior advisor ha messo in piazza — (…) — la spaccatura. Di solito tocca a Massara.
Magari per dedicarsi solo a temi sul finale di campionato. Se Ricky eviterà, parola al giocatore di turno. O scena muta, non si scappa. Gian Piero sarà al suo posto. E cercherà di mettersi alle spalle, concentrandosi sulla sfida contro la sua ex squadra, la settimana più complicata da quando è a Trigoria. Si è aperto, in pubblico, nella conferenza stampa della vigilia. Non ha nascosto l’amarezza, l’inquietudine e la commozione. Ma è stato professionista fino in fondo quando ha detto: «Zero alibi». Lui e i giocatori non vogliono giustificazioni e scuse per quanto è successo. (…).
La tappa è fondamentale. La più tosta delle ultime sei. Poi ci saranno il Bologna e il Parma fuori, in mezzo alle due trasferte in Emilia la gara contro la Fiorentina all’Olimpico, poi il derby da giocare in casa e il match di fine torneo a Verona. Ma questa è la Partita. Da vincere senza pensare all’emergenza che penalizza con sei assenze il 3-4-2-1 giallorosso: Ferguson, Dovbyk, Koné, Pellegrini e Dybala, più Wesley che sta benissimo senza però ricevere ancora il via libera dallo staff medico (l’ha detto chiaramente l’allenatore). Pisilli è recuperato, ma andrà in panchina: spazio a El Shaarawy. C’è da aiutare Malen e Soulé davanti. «Se noi battiamo l’Atalanta meritiamo di giocare in Champions». (…).
FONTE: Il Corriere della Sera – U. Trani











