Nati sotto il segno di Messi. La settimana che calcisticamente è stata segnata dall’addio all’Argentina da parte del fenomeno di Rosario si chiuderà domani, con la sfida tra due che Messi l’hanno tifato, adorato come un idolo, vissuto da compagno, sognando un giorno di poterlo emulare: Dybala e Nico Paz. A 11.200 chilometri di distanza rispetto al Monumental di Buenos Aires, dove in 80.000 hanno celebrato Messi e pianto insieme a lui, al Sinigaglia di Como, alle 12.30 di domani, si sfideranno Como e Roma, guidate proprio dalle loro due stelle argentine. Nessun paragone blasfemo, per carità, ma basta riprendere le cronache proprio dall’Argentina per vedere come i talenti di Como e Roma sono stati indicati, chi prima chi dopo, come possibili eredi parziali di Messi nell’Albiceleste.
Questo si è detto per anni in patria di Dybala, cresciuto, visti i sei anni di differenza, all’ombra del gigante da un metro e settanta. Oltre a condividere con lui la maglia della nazionale, la Joya ha avuto anche modo di sfidarlo Messi: espressione che per un calciatore argentino contemporaneo deve suonare un po’ come l’affronto di Icaro al sole. In quella notte del 2017 però Dybala riuscì a non bruciar-si, anzi. A Torino arrivò il Barcellona, per i quarti di finale di Champions contro la Ju-ventus. Risultato 3-0 per i padroni di casa, con doppietta di Dybala.
FONTE: Il Corriere della Sera











