Mile vestirà di verde speranza, quella che accompagnerà la Roma prima della partita e, Gasp se lo augura, anche durante; Josep si confonderà nella notte, che si affaccia sulle sponde di un Olimpico tutto esaurito e completamente (o quasi) colorato di giallo e rosso, indosserà maglia e pantaloncini neri, come il ragno che evoca il mitologico Lev Jaschin. Sono i colori che rappresentano di più il momento dei due portieri: da una parte Svilar, che ha subito una sola rete in campionato e appare imperforabile, dall’altra Martinez, che invece stenta, ogni tanto gli scappa un’indecisione grossa, viene messo in discussione e agita le ambizioni di Provedel.
Chivu, dopo l’addio di Sommer, si è preso un rischio, lanciando lo spagnolo, che in Serie A aveva avuto solo l’esperienza con la maglia del Genoa; mentre Gasperini ha trovato nella Capitale un portiere che già si era messo in luce con De Rossi e che con lui aveva confermato le sue doti, di grande paratore, tant’è che la Juve quest’estate aveva fatto di tutto per portarselo a casa (seppur con un’offerta poco convincente). Il problema, per quanto riguarda i gol incassati, non è solo da ascrivere ai due numeri 1: la differenza è che la Roma ha una difesa consolidata, l’Inter la deve ancora registrare, con Stones che c’è e non c’è, con Bastoni non ancora al top e con Bisseck che lo scorso anno non era tra i titolarissimi.
FONTE: Il Messaggero











